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Donazione

DONARE

Senza donazione non esiste trapianto, ma cosa vuol dire donare?

Donare vuol dire regalare, dare spontaneamente e senza ricompensa qualcosa che ci appartiene.
Decidere di donare gli organi dopo la propria morte è un gesto di grande generosità che può salvare la vita anche a più di una persona.
In particolare, anche se il trapianto di rene in molti casi non rappresenta un intervento salvavita, bisogna tener presente che resta una valida alternativa terapeutica per malati che altrimenti dovrebbero sottoporsi a dialisi, una cura efficace ma molto vincolante per la quale ogni paziente deve sottoporsi a diverse sedute settimanali di 3-4 ore ciascuna.
Sia che si decida a favore o contro la donazione è importante formarsi un'idea ben precisa e comunicarla ai familiari e al tempo stesso mettere 'nero su bianco' così da essere sicuri che la propria volontà a riguardo verrà rispettata.
Quando perdiamo una persona amata è difficile, in un momento di sofferenza così profonda, pensare agli altri, pensare a qualcuno che è malato e che, se non avrà un nuovo organo, morirà sicuramente. Non dare l'assenso alla donazione degli organi di un proprio familiare, che non ha espresso la propria volontà in merito alla donazione, non comporta un prolungamento delle cure intensive, perchè quando viene diagnosticata la morte ormai non c'è più nulla da fare e gli organi che non vengono donati saranno sprecati.
Ricordiamo che, negli ultimi dieci anni si è registrato un numero sempre crescente di trapianti effettuati sul territorio nazionale, tuttavia i pazienti in lista d'attesa sono ancora molti e il tempo medio di attesa è ancora alto!

Attualmente le modalità per esprimere la volontà sono le seguenti:

  • la compilazione del tesserino blu del Ministero della Salute che deve essere conservato insieme ai documenti personali.
    E' possibile compilare on line la dichiarazione di volontà e stampare il proprio tesserino sul sito della Campagna di informazione "Dai valore alla vita";
  • la registrazione della propria volontà presso la ASL di riferimento o il medico di famiglia;
  • una dichiarazione scritta che il cittadino porta con sè con i propri documenti. A questo proposito il Decreto legislativo 8 aprile 2000 ha stabilito che qualunque nota scritta che contenga nome, cognome, data di nascita, dichiarazione di volontà (positiva o negativa), data e firma, è considerata valida ai fini della dichiarazione;
  • l'atto olografo dell'AIDO o di una delle altre associazioni di settore.

Leggi tutte le domande e risposte e se non hai trovato ancora trovato una risposta ai tuoi dubbi o curiosità puoi scrivere all'esperto o chiamare il numero verde.





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Ultimo aggiornamento: 20 Gennaio 2010
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