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Nutrizione

Alimentazione in nefrologia

piramide alimentare



           Il nostro cibo dovrebbe essere la nostra medicina. La nostra medicina dovrebbe essere il nostro cibo

Ippocrate


I grandi progressi realizzati nel settore della nefrologia in questo ultimo decennio giustificano l'interesse che deve essere dedicato anche all'aspetto terapeutico di questo vastissimo capitolo della Patologia umana.È indubbio che il trattamento dietetico costituisca uno dei problemi più aperti e più delicati della terapia di questo tipo di patologie.La necessità di una restrizione dell'apporto dietetico proteico nei pazienti con insufficienza renale cronica è nota da tempo, anche se l'attenzione a questo presidio terapeutico è andata negli ultimi anni attenuandosi rispetto ai recenti enormi progressi nel campo delle metodiche dialitiche e del trapianto di rene.
Al fine di mantenere il paziente libero da sintomatologia uremica, garantire un buono stato nutrizionale e rallentare la progressione dell'insufficienza renale è necessario consigliare una dieta con basso contenuto di proteine e di fosforo. Un introito di circa 1-3 grammi di sodio soddisfa le esigenze quando non siano presenti condizioni particolari. Nell'elaborazione degli schemi dietetici è si può ritenere opportuno l'uso dei prodotti aproteici cercando di limitarne l'uso ai casi in cui è strettamente necessario il loro utilizzo, sia perchè generalmente poco graditi sia allo scopo di conferire una certa veste di normalità all'alimentazione dei pazienti e dar loro la sensazione di non essere del tutto avulsi dal contesto familiare. Si raccomanda di garantire un'ampia scelta di alimenti, non escludendo un eventuale limitato apporto quantitativo, al fine di variare il menù giornaliero per un senso di appagamento anche dal punto di vista psicologico.
Il trattamento dietetico va iniziato precocemente quando ci si trova di fronte a una nefropatia evolutiva con diminuzione della massa nefronica.

Alimentazione in dialisi
I pazienti in terapia dialitica necessitano di una dieta adeguata e di un eventuale apporto supplementare di nutrienti.In corso di dialisi peritoneale è necessario considerare e sottrarre dai fabbisogni le calorie che derivano dall'assorbimento del glucosio dal liquido di dialisi. L'apporto proteico ideale è di 1 - 1,2 g/Kg/die fornito da proteine, glucidi e grassi monopolinsaturi. Inoltre risulta alterata l'utilizzazione degli aminoacidi a causa della acidosi e della resistenza all'insulina.
L'assorbimento del fosforo, controllato dalla Vitamina D come quello del calcio, risulta ridotto. L'eliminazione è a carico del rene per cui, parlando di insufficienza renale cronica occorre ricordare che la ritenzione dei fosfati compare quando la filtrazione glomerulare scende sotto i 30 mil/min. Tale ritenzione porta a una iperproduzione di paratormone per richiamare calcio dall'osso. Per questo motivo il fosforo è stato classificato come una tossina uremica e in grado di influenzare la progressione della malattia e la dieta in conservativa deve essere ipofosforica oltre che ipoproteica. Una dieta ricca di proteine come quella che è indicata in corso di trattamento sostitutivo è naturalmente ricca di fosforo. È fondamentale quindi riuscire a pianificare una alimentazione con un sufficiente apporto di proteine ma senza eccessi di fosforo.
Per quanto riguarda l'apporto di liquidi bisogna ricordare che, il rene funzionante riesce a mantenere in equilibrio l'introduzione e l'eliminazione di acqua ma nel paziente uremico devono essere attentamente calibrate le entrate ed uscite. Dal bilancio dei liquidi è possibile stimare che l'acqua degli alimenti è all'incirca equivalente a quella persa attraverso la 'perspiratio insensibilis' attraverso la cute. In dialisi peritoneale l'ultrafiltrazione ottenuta con soluzioni iperteoniche contribuisce alla perdita di liquidi e va considerata nelle indicazioni da dare al paziente. Concentrazioni maggiori riescono a sottrarre liquidi, ma hanno il grosso svantaggio di alterare le capacità dialitiche del peritoneo e inoltre forniscono energia sotto forma di zuccheri semplici con alterazione del metabolismo lipidico.
L'accumulo di acqua viene rilevato dal peso corporeo e dalla comparsa della fovea.
Il sodio è un catione che si ritrova a livello extracellulare. Il rene funzionante aiuta a mantenere la giusta osmosi attraverso l'eliminazione degli eccessi alimentari. Il rene parzialmente funzionante non è in grado di rispondere velocemente a variazioni dell'assunzione di sodio e i cambiamenti consigliati devono essere graduali. È da tenere presente inoltre che, soprattutto in dialisi, eccessive disidratazioni possono portare alla perdita diella diuresiresidua, mentre l'espansione dei volumi extracellulari può scatenare l'insufficienza cardiaca o un edema polmonare acuto. Inoltre, una alimentazione ricca di sodio aumenta la sensazione di sete e quindi non facilita il controllo dell'assunzione di liquidi.
Il potassio è un nutriente contenuto abbondantemente in quasi tutti gli alimenti. Nel paziente in dialisi, poiché occorre garantire in primo luogo gli apporti proteici e calorici, la massima attenzione va posta alla assunzione di frutta e verdura.
Il ferro va supplementato quando l'assunzione alimentare è insufficiente, come nel caso di una dieta povera di carne o in corso di terapia con etritropoietina. Se viene supplementato per via orale il suo assorbimento è facilitato se viene assunto lontano dai pasti (1,2 ore dopo), lontano dagli antiacidi (esempio Malox o alluminio idrossido), e con acido ascorbico. Per quelli che non tollerano la supplementazoine orale viene somministrato per via intravenosa durante o dopo la fine della dialisi.
La vitamia B6 è implicata nel metabolismo delle proteine e la sua supplementazione può essere indicata nel caso di un basso apporto proteico.
La vitamina B12 è indicata nei casi di pazienti che ingeriscono poche proteine animali, o che hanno subito gastrectomia fattore intrinseco.

Il piano nutrizionale dovrà comunque essere rivisto e modificato frequentemente (almeno ogni 3 o 4 mesi) sulla base delle condizioni cliniche del paziente.



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2009 - Sito a cura della U.O.C. Nefrologia Dialisi e Trapianti Cosenza
Ultimo aggiornamento: 20 Gennaio 2010
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