Di seguito sono elencate le domande più frequenti poste in generale dai pazienti agli esperti
Quali sono i segni delle malattie renali?
Le malattie renali si possono manifestare in molti modi. I segni più caratteristici sono rappresentati da:
Qual'è il significato della creatinina?
La creatinina è un indice di funzionalità renale in quanto si tratta di una sostanza prodotta dai muscoli che viene eliminata esclusivamente dai reni. Se i reni non funzionano bene la creatinina nel sangue aumenta.
Quanta acqua bisogna bere se i reni sono malati?
È opinione comune che se c'è qualche problema ai reni è meglio bere molto. Questo è vero nel caso di persone che soffrono di calcoli renali o di infezioni delle vie urinarie. In alcune malattie renali viceversa, è necessario limitare l'introdizione di liquidi perchè i reni potrebbero non essere in grado di eliminarli adeguatamente.
Bisogna mangiare molta carne se c'è anemia e insufficienza renale
No. In presenza di insufficienza renale si prescrivono diete con ridotto contenuto di proteine, quindi povere di carne. L'anemia nelle persone con insufficienza renale è causata da fattori diversi che dalla dieta e aumentare la quantità di carne consumata non risolve il problema.
E' possibile avere una gravidanza se si ha una nefrite?
In linea di massima la risposta è si, ovviamente con le dovute cautele. Gli elementi di rischio sono rappresentati da :
Cos'è la dialisi?
La dialisi consiste nell'utilizzare tecniche per depurare il sangue dalle sostanze tossiche che non vengono eliminate quando la funzionalità dei reni non è più normale.
Qual'è la differenza fra dialisi peritoneale ed emodialisi?
La dialisi peritoneale utilizza come 'filtro' il peritoneo, che è una membrana che avvolge l'intestino. Si effettua iniettando all'interno dell'addome un liquido apposito che viene periodicamente sostituito utilizzando un catetere posto nell'addome. Non richiede punture. Deve essere effettuata tutti i giorni. L'emodialisi si effettua facendo circolare il sangue all'interno di un filtro che lo depura dalle sostanze tossiche che il rene non riesce ad eliminare. Il sangue viene prelevato e restituito al paziente attraverso aghi infilati nel braccio appositamente preparato o attraverso un catetere posizionato in una grossa vena. Nella maggior parte dei casi sono sufficienti 3 trattamenti alla settimana della durata media di 4 ore.
È preferibile la dialisi peritoneale o l'emodialisi?
Dipende dalle preferenze del paziente, dall'attività lavorativa e dallo stile di vita. La dialisi peritoneale può essere effettuata a casa anche durante la notte e non richiede il supporto di personale addestrato, se non in caso di persone molto anziane e non autosufficienti. Non è legata ad orari e offre molta libertà nella gestione. Deve però essere effettuata tutti i giorni. Non richiede punture, ma è meno efficiente nella rimozione di liquidi. L'emodialisi è più efficiente e permette di depurare il sangue in breve tempo, ma deve essere effettuata presso un centro in orari stabiliti; richiede due punture per ogni seduta.
Cos'è la fistola?
La fistola artero-venosa è un collegamento fra un'arteria e una vena del braccio che si realizza con un piccolo intervento chirurgico che si esegue in anestesia locale. Serve perchè aumenta il flusso di sangue ben ossigenato nelle vene superficiali che si ingrossano e sviluppano una parete più spessa. Questi cambiamenti permettono di pungere con tranquillità le vene ottenendo un buon flusso di sangue per effettuare la dialisi.
Con quali valori di creatinina bisogna iniziare la dialisi?
Non esistono valori precisi perchè dipende dalla funzione renale, spesso peggiore di quanto non dicano i valori di creatinina e dalle condizioni cliniche del paziente. È stato dimostrato da diversi anni che è inutile cercare di ritardare l'inizio della dialisi il più possibile, perchè potrebbero insorgere diverse complicanze legate al ridotto funzionamento dei reni. È preferibile invece iniziare la dialisi per tempo, anche se si sta ancora relativamente bene.
Si può viaggiare se si fa la dialisi?
Si, a patto di programmare il viaggio con un pò di anticipo. Se si fa la dialisi peritoneale è possibile farsi recapitare l'occorrente direttamente presso il luogo di vacanza. Se si fa l'emodialisi è necessario prendere contatto con un centro dialisi vicino al luogo di vacanza. L'elenco dei centri dialisi disponibili in Italia è reperibile sul sito della Società Italiana di Nefrologia.
Fino a che età si può fare il trapianto?
Il limite di età per fare un trapianto è generalmente posto a 65 anni. I pazienti di età superiore possono comunque essere iscritti in lista di attesa dopo un'accurata valutazione che escluda fattori di rischio, soprattutto cardiovascolari.
Quando ci si può mettere in lista?
Il trapianto da donatore cadavere si effettua di solito nelle persone che hanno già iniziato la dialisi. È comunque consigliabile iniziare gli esami per valutare l'idoneità prima, per non perdere ulteriore tempo
Si può fare il trapianto senza dialisi?
È possibile effettuare un trapianto prima di iniziare la dialisi nelle seguenti condizioni:
Se un trapianto fallisce si può rifare?
Si. È possibile effettuare ulteriori trapianti dopo il fallimento dei precedenti. Il limite è rappresentato dalla eventuale presenza nel sangue di anticorpi diretti contro il rene (o i reni) precedenti che rende più difficile trovare un organo compatibile perchè gli anticorpi possono causare una rapida crisi di rigetto del nuovo rene.
Quando si può ritornare al lavoro dopo il trapianto?
Generalmente si può riprendere un'attività lavorativa normale dopo 2-3 mesi dal trapianto. Tuttavia, è necessario considerare anche il tipo di attività lavorativa svolta. Nei primi tempi dopo il trapianto i livelli di immunodepressione sono più elevati per prevenire le crisi di rigetto e questo può esporre maggiormente al rischio di infezioni, per cui le attività che prevedono una forte esposizione al pubblico sono considerate a maggior rischio.
Esistono novità nella ricerca?
Alcuni studi stanno valutando l'efficacia del micofenolato nella cura della nefrite lupica. I risultati iniziali sembrano molto incoraggianti. Esistono altri trattamenti in corso di sperimentazione, tra cui le immunoglobuline endovena ad alto dosaggio, gli anticorpi monoclonali (anti C5 e anti CD 40 ligand), il farnaco Bindarit (in associazione alla terapia steroidea sembra ridurre la produzione degli anti-dsDNA), la Cladribina e la Fludarabina (analoghi purinici), l'irradiazione linfoide totale ed il trapianto autologo di cellule staminali.
Come posso prevenire?
Non c'è un reale modo di prevenire, tuttavia controlli periodici possono rivelare una nefrite in fase iniziale, permettendo così di usare terapie mirate e di ridurre al minimo i danni sui reni e l'instaurarsi di problemi cronici.
L'esperienza clinica dimostra che un brusco e consistente calo nei titoli di anticorpi anti-DNA potrebbe rappresentare un segnale, pur aspecifico, da tenere in considerazione. La presenza di Lupus Anticoagulant sembra attualmente rappresentare un fattore prognostico significativo.
Una nefrite lupica è irreversibile?
L'interessamento renale individuato e curato in fase iniziale ha ottime probabilità di andare incontro a remissione completa. La possibilità di ricadute non è comunque esclusa, e la funzione renale deve essere controllata con costanza nel tempo.
Attualmente il numero di pazienti con LES che hanno bisogno di dialisi è molto ridotto grazie alla sempre maggiore tempestività ed a terapie più mirate e, se necessario, aggressive.
Quando l'insufficienza renale supera certi livelli il risultato può non essere così brillante, ma si può comunque agire efficacemente nel rallentarne la progressione.
Quale è il ruolo della dieta?
All'alimentazione non viene data più l'importanza che rivestiva anni fa. Può essere utile nel controllo generico dell'insufficienza renale, che determina nell'organismo effetti tossici, tra i quali l'acidosi. Per tenere sotto controllo eventuali problemi si tende a prescrivere una dieta blandamente ipoproteica. Tra le proteine, alcune sono più indicate di altre perchè meno acidificanti (ad esempio le proteine del pesce e alcune tra quelle vegetali sono da preferire a quelle della carne).
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